domenica 17 aprile 2011

Sabbie Piatte e Solitarie

Incontrai un viaggiatore venuto da un'antica terra.
Disse: Due grandi gambe di pietra prive del busto
svettano nel deserto. Lì presso, sulla sabbia,
semisepolto, giace un volto sbrecciato: il suo cipiglio,
il suo labbro corrucciato, il suo ghigno come di gelida autorità
raccontano che il loro scultore ben conosceva tali passioni.
Ed esse ancora sopravvivono, impresse in quelle rovine senza vita,
alla mano che le forgiò ed al cuore che le nutrì.
E sul piedistallo si leggono queste parole:
"Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
guarda il mio operato, o potente, e ammutolisci!"
Null'altro resta: intorno alle macerie
di quel relitto colossale, sconfinate e desolate,
le sabbie piatte e solitarie si stendono lontano.

Percy Bysshe Shelley






Gheddafi, Mubarak, Ben Ali...regimi, presidenze, dittature che ritenevamo eterne, fino a neanche due mesi fa. Oggi, invece, son crollate o scricchiolanti.

Comunque la pensiate, converrete sul fatto che il Nord Africa e il mondo intero, dopo questi mesi di guerra civile, non saranno più gli stessi che conoscevamo prima.

Noi Giovani Democratici di Balduina, insieme agli amici GD di Mazzini, Trionfale, Aurelio e Ottavia-Palmarola, abbiamo deciso di organizzare una serie di incontri a riguardo.

Lunedì 18 Aprile, alle ore 18:00, al circolo GD Trionfale Mazzini (Via Pietro Giannone 6), faremo un'analisi approfondita degli eventi, dalla rivolta in Tunisia alla guerra in Libia. L'analisi ovviamente sarà aperta a tutti i punti di vista, senza preclusioni e senza preconcetti.

Ospiti: DAVID SASSOLI (europarlamentare), MARCANTONIO LUCIDI (giornalista di "Left"), FRANCESCO PARISI (segreteria nazionale GD).

Partecipate numerosi, vi aspettiamo!

venerdì 15 aprile 2011

Pillole del 9 Aprile




[
L'intervento di
Julian Gareth Colabello (praticante avvocato, 30 anni) alla manifestazione "Il nostro tempo è adesso", il 9 aprile 2011. Julian è anche membro dell'associazione "VI piano - praticanti e avvocati" e "H2 - soluzioni per il mondo che verrà", nonchè un non-più-giovane democratico di Balduina.]


Oggi siamo in piazza contro il lavoro precario.

VI piano è un’associazione di praticanti e giovani Avvocati.

In realtà il praticante non è un lavoratore precario. Il praticante non ha un contratto, una posizione lavorativa, non può essere né stabile né precario. Il praticante non esiste.

Per questo si è pensato che con l’aumento del mercato dei servizi, si potessero sostituire segretarie, assistenti, fattorini con i praticanti. Sostituire chi ha una posizione lavorativa e quindi diritto a un salario con chi questo diritto non ce l’ha.

Questo non è accaduto solo nelle professioni, ma anche nelle imprese e nella pubblica amministrazione tramite gli stage e i tirocini non retribuiti.

Un vero mercato del lavoro parallelo, fondato sul principio della non retribuzione della prestazione lavorativa.

VI Piano ha fatto un lungo percorso per arrivare a questa piazza. In questo percorso ha solidarizzato non solo con i praticanti e i giovani delle altre professioni, ma anche con gli stagisti, i tirocinanti, i dottorandi e tutti coloro che vedono la propria condizione lavorativa mascherata da formazione e il loro diritto ad una retribuzione negato.

Ci siamo uniti sulla base di un’idea, ovvero che non possa esistere una società giusta dove esistono persone che non vedono retribuito il proprio lavoro.

Perché una persona che non vede retribuito il proprio lavoro non solo diventa più povera, o lo è già, ma perde la sua dignità.

Un paese che non riconosce dignità al lavoro, è un paese senza dignità.

Lo dicevamo proprio ieri per rispondere a chi scriveva sul Corriere della Sera che “ il silenzio di questa generazione non significa rassegnazione”.
Ora io non so cosa avesse in mente l’ex Presidente di Confindustria scrivendo queste parole, ma so che il percorso che ci ha portato fino a qui, e questa piazza oggi, sono la dimostrazione che questa generazione no, non resta in silenzio, e non resterà in silenzio, ed è costretta piuttosto a scontrarsi quotidianamente con una classe dirigente economica, politica e sociale sorda e miope, avvolta nel suo e non nel nostro silenzio.

Una classe dirigente che dovrebbe smetterla di dire che per salvare la generazione dei figli è necessario chiedere un sacrificio alla generazione dei padri. Non abbiamo intenzione di chiedere il conto ai nostri genitori, che hanno lavorato e sudato per costruire le famiglie che ci hanno cresciuto, lo chiediamo alle banche, alla finanza, ai poteri forti dell’economia e a quella stessa classe dirigente che è colpevole dei vent’anni che hanno portato a questa piazza.

Le nostre sono parole che non dovrebbero aver motivo di essere pronunciate in una società democratica e solidale.

C’è una vecchia canzone che racconta la storia di persone che scendevano in piazza perché “nessuno più al mondo deve essere sfruttato”.
Il mondo in cui viviamo oggi è molto diverso da quello in cui fu scritta quella storia, ma credo che il motivo per cui siamo in piazza oggi sia lo stesso.

Vogliamo che tutti abbiamo diritto a veder retribuito il proprio lavoro, e non vogliamo che questo diritto sia gentile concessione dei poteri forti dell’economia o della Pubblica Amministrazione, ma che sia un diritto statuito per legge, che sia un diritto azionabile in qualsiasi stato, grado e condizione lavorativa.
.
Questa, come le altre battaglie che ci uniscono, dobbiamo combatterla in prima persona, con l’azione sociale, la politica e gli strumenti della nostra democrazia.

Dobbiamo avere l’ambizione di sostituire questa classe dirigente.
Perché non siamo sulle spalle dei giganti ma fianco a fianco del nostro destino.
Non possiamo che essere i migliori interpreti del cambiamento,
e il cambiamento dobbiamo esserlo ora. Adesso.

La vita non aspetta.

-Julian Colabello-

mercoledì 6 aprile 2011

9 APRILE: manifestazione nazionale contro la precarietà





Ne parla L'Espresso, ne parla Il Fatto Quotidiano, ne parlano persino i mitici attori di "BORIS": nessuno può più ignorarlo.
Il 9 Aprile, alle ore 15, a Piazza della Repubblica, noi Giovani Democratici di Balduina ci saremo. Tutti.

"Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

tutt* in piazza il 9 aprile!"

Qui trovate tutte le informazioni sulle piazze d'Italia dove manifesteremo.

Qui il sito ufficiale.

Qui trovate l'appello e i suoi primi firmatari (tra cui Alessandro Pillitu, avvocato a partita Iva, dell'associazione praticanti VI Piano, nonchè segretario del PD Balduina).

Qui il comunicato dei GD Lazio.

Qui, infine, un'altra buona notizia: viene dato risalto all'iniziativa e alle proposte di legge dei Giovani Democratici e dei giovani del Forum Lavoro del PD. Perchè non vorremmo vivere in un paese come questo, ma abbiamo ben presente come dev'essere il Paese in cui vorremmo vivere. E come renderlo tale.

Aderite anche voi!


Vergognoso attacco alla memoria dell' eccidio delle Fosse Ardeatine!



24-25 Marzo 2011

"Nel giorno del sessantasettesimo anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, ci giunge notizia che alcuni anonimi di estrema destra hanno affisso un manifesto a via Trionfale, in zona Monte Mario, che ricorda l'onore dei 33 "martiri" di via Rasella, riferendosi ai soldati nazisti del reggimento "Bozen", vittime dell'azione dei GAP a cui rispose il rastrellamento e l'assassinio, con l'appoggio e la collaborazione dei fascisti, 335 tra militari e civili italiani, nell'eccidio che è diventato simbolo della barbarie nazista durante il buio periodo dell'occupazione.

Una scritta vergognosa ulteriormente insudiciata dalla vigliaccheria dell'anonimato, che ci mostra come oggi, ancora più di ieri, sia viva la necessità di tenere alta la guardia contro tutti i tentativi di revisionismo del passato, mantenendo viva la lanterna della memoria e ricordando che non c'è spazio per il falso relativismo secondo cui è possibile un'altra interpretazione della storia, che gli eroi della Resistenza non potranno mai essere accostati a chi ha combattuto per il regime fascista e nazista, così come le legittime azioni di guerra contro obiettivi militari non possono essere paragonate ai massacri di persone innocenti. “I Giovani Democratici di Roma condannano fermamente questo vergognoso attacco alla memoria storica della nostra città. Crediamo che la memoria storica di Roma debba essere preservata perché rappresenta le fondamenta della nostra società democratica. Proprio per questo nel corso di questi mesi la nostra organizzazione ha portato avanti una campagna di sensibilizzazione sulla Resistenza romana, partendo dalla raccolta fondi per il Museo della Liberazione, passando per la visita alle Fosse Ardeatine, per arrivare domani, al sit in di protesta per la riapertura del Forte Bravetta.” dichiara il segretario dei Giovani Democratici di Roma, Domenico Romano. I Giovani Democratici, nelle figure dei circoli territoriali di Ottavia-Palmarola e di Balduina del Municipio XIX provvederà in tempi brevissimi a rimuovere il manifesto organizzando un presidio pomeridiano nella zona."


Si dice che certe contrapposizioni e certe ideologie non abbiano più diritto di cittadinanza, nella nostra epoca e nel nostro paese. Come vediamo, c'è chi approfitta di questo vuoto ideologico per riempirlo del peggior revisionismo, approfittando della scarsissima memoria storica che caratterizza tanti, troppi Italiani.
E questa notizia, che risale a ieri, non aiuta affatto a fugare i timori.

Per ulteriori informazioni sul manifesto incriminato, consiglio questo lucido articolo.