domenica 16 ottobre 2011

I GD Balduina e gli Indignados


Giovani Democratici di Balduina alla manifestazione del 15 ottobre 2011

Unendosi alle forze generazionali di tutta Europa, anche la giovanile del PD di Balduina si mobilita per la manifestazione del 15 ottobre "United for global change".
"Anche i Giovani Democratici di Balduina parteciperanno all'appuntamento romano ed europeo del 15 ottobre", dichiara Edoardo Ercolessi, segretario GD Balduina, "per rivendicare il diritto al futuro della nostra generazione contro un sistema di poteri che troppo spesso si dimentica di investire sul futuro. Aderiamo all'appuntamento lanciato dall'associazione H2 per raggiungere il corteo, ore 14 alla stazione metro A Cipro, insieme ai GD Ottavia-Palmarola, che ci raggiungeranno tutti insieme dalla stazione di Monte Mario, dove si sono dati appuntamento." Prosegue Ercolessi: "Saremo a fianco di studenti, universitari e precari per risvegliare l'attenzione della società su problematiche che media e governi cercano di oscurare. Ci saremo con la nostra identità propositiva e pacifica, condannando ogni forma di violenza che cerchi di insinuarsi tra le file della manifestazione. Sosteniamo fermamente, e le porteremo in piazza, le proposte di legge dei Giovani Democratici, per una riforma democratica dei partiti di rappresentanza politica e per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro tramite modernizzazione degli ordini professionali, contratti di tirocinio formativi e di orientamento e agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa." "Sarà un appuntamento importante," conclude il segretario, "un momento di protesta e un momento di proposta. Non mancheremo."

Questa era la posizione dei GD Balduina, e tale è rimasta.
Non abbiamo cambiato idea, dopo i fatti di ieri: il VERO corteo era il nostro.
Il 99% del corteo e di questa generazione siamo noi.
Noi, che abbiamo gridato pacificamente il no
stro sdegno. Il nostro sdegno anche contro i violenti.
C'è chi li definisce "fascisti di sinistra", chi li definisce "agenti provocatori infiltrati". Un'ipotesi vale l'altra: l'unica definizione certa è "vigliacchi e criminali".
I manifestanti pacifici hanno reagito con serietà e responsabilità, isolando i violenti, bloccandoli e affidandoli alle forze dell'ordine. A loro va il nostro plauso.
Forse i tempi stanno davvero cambiando: anche stampa e telegiornali, spesso fin troppo abituati a semplificare, generalizzare, confondere le ac
que e disinformare, per la maggior parte ora riconoscono chi ha portato la propria rabbia, la propria passione, le proprie idee e proposte. E li distinguono da chi ha portato solo odio, bastoni e sassi.

I violenti volevano toglierci tutto, volevano imbrattare irrimediabilmente il ricordo della giornata di ieri. Non ci sono riusciti, non ci riusciranno.
Nessuno potrà toglierci il ricordo di quest
a manifestazione. Una rabbia gioiosa. Determinazione, indignazione, ma anche tanti sorrisi, tante confortanti risate.
Le risate di chi sa di essere tra compagni uniti per uno stesso ideale. Di chi sa di combattere la buona battaglia.
Ieri c'è stato un evento fondamentale, proprio perchè ci ha permesso di differenziarci.
La manifestazione di ieri dimostra che c'è una Giovanile capace di manifestare senza cedere all'allettante richiamo del caos e della violenza.
Abbiamo portato le nostre istanze e le nostre
proposte in maniera non violenta.

E smentiremo, rassicurandoli, i delusi. A tutti coloro che sostengono che la manifestazione di ieri sia stata rovinata dagli scontri in piazza, noi diciamo: "
Le rivoluzioni si fanno passo dopo passo. Oggi abbiamo segnato la differenza tra un tafferuglio e il cambiamento. Chi ha paura di fare non sarà mai protagonista del domani."

This is where we make our stand.

I Giovani Democratici Balduina.



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lunedì 13 giugno 2011

Acqua Pubblica: una vittoria dei GD




Noi lo sapevamo già.
E la Storia, ma soprattutto il Paese, ci hanno dato ragione.

Come GD Nazionali e, soprattutto, come Giovani Democratici Balduina, abbiamo fatto campagna per i due Sì al referendum sull'Acqua Pubblica.
Il tutto in tempi non sospetti, quando nessuno ci credeva, anche in contrasto con lo stesso Partito Democratico.

Era da 16 anni che non si raggiungeva il quorum a un Referendum, in Italia.
Stavolta ha votato il 57% degli italiani. E, tra questi, il 96% ha votato "sì" ai due quesiti sull'acqua. I Sì sull'Acqua han persino superato quelli del quesito sul nucleare.

Questa vittoria è anche e soprattutto la nostra vittoria.

Grazie a tutti, grazie a noi.


martedì 7 giugno 2011

12 e 13 Giugno: un buon proposito




Oggi, mentre scrivo, è Martedì.

Tra una settimana, Martedì 14 Giugno, spero di svegliarmi in un Paese responsabile, in un'Italia libera e consapevole.

Il Referendum può dare a TE, che mi stai leggendo, l'opportunità di decidere concretamente del tuo futuro.
Privatizzazione dell'acqua, nucleare, una legge non più uguale per tutti.

Puoi cambiare tutto questo, anche tu.
Bastano QUATTRO SI'.

Informatevi, se necessario. Non prendete per buono quel che dico.
Se la vostra coscienza ve lo suggerisce, votate anche 4 no.
Ma votate.

Al prossimo Martedì.
Mi raccomando.

sabato 7 maggio 2011

Così vicini, così lontani (the times, they are a-changin'?)



Fine 2001.
Cambia radicalmente il nostro rapporto con "l'altro da noi".
Da allora, l'Islam viene associato alla diversità, alla devianza, al pericolo.

Alcuni tra i peggiori regimi del Mondo Arabo vengono sostenuti e incoraggiati da varie potenze dell'Occidente, per porre un freno alla minaccia terroristica degli jihadisti.

Lo spauracchio fondamentalista funge da comodo alibi sia per le guerre dell'America, sia per la sopravvivenza di questi feroci regimi.

Inizio 2011.
Crollano le dittature filo-occidentali in rivolte nate dal basso. Protagonisti, stavolta, i giovani.
Le giovani generazioni decidono di conquistarsi il loro ruolo di spicco nel mondo arabo.
Le nuove parole d'ordine? Libertà e democrazia. Le nuove armi? Le tecnologie di informazione. Clima e mentalità? Radicalmente mutati.

Osama Bin Laden, paradossalmente, muore proprio quando i suoi giovani interlocutori gli hanno voltato le spalle.

Cosa c'è dietro queste rivolte?

Hanno ragione despoti come Gheddafi o Assad, quando accusano i manifestanti di essere manipolati dal terrorismo islamico?

Perchè la Nato è intervenuta in Libia ma non in Siria?

Qual è il ruolo di Al Jazeera in tutto ciò? E chi possiede questo importante network?

Cosa c'è veramente dall'altra parte del Mediterraneo? Qual è la realtà del Mondo Arabo? E come è cambiata nell'ultimo periodo?

E soprattutto, è l'inizio di una nuova era?

Ne parleremo LUNEDI' 9 MAGGIO DALLE ORE 18:00 AL CIRCOLO BALDUINA, VIA POMPEO TROGO 36.

Interverranno Jean-Léonard Touadi (deputato PD, professore di geografia economico-politica a Tor Vergata), Francesca Sibani (giornalista di "Internazionale" e responsabile della rivista sui Paesi arabi) e Marco Bruno (professore di sociologia delle relazioni internazionali a "La Sapienza).

"L'Altra Faccia del Mediterraneo: cambiamenti politici nel Mondo Arabo"

"Siria, Egitto, Bahrein, Libia, Tunisia, Palestina. Il mondo arabo sta attraversando una profonda serie di cambiamenti politici. Come analizzarli? Come relazionarsi con questa parte di mondo a noi così vicina? Come questi mutamenti influiscono ed influiranno sulla nostra società e sui rapporti geopolitici europei?"

A cura dei GD Balduina insieme ai GD Mazzini, GD Trionfale e GD Aurelio

Qui la pagina facebook dell'iniziativa:

http://www.facebook.com/event.php?eid=211918292166846

Chi non potesse partecipare fisicamente all'evento può seguirlo in streaming LIVE sul nostro canale www.gdlive.tk

Nello stesso canale potrete vedere la registrazione dell'iniziativa precedente sul tema, "La Rivolta partì dai Giovani".

domenica 17 aprile 2011

Sabbie Piatte e Solitarie

Incontrai un viaggiatore venuto da un'antica terra.
Disse: Due grandi gambe di pietra prive del busto
svettano nel deserto. Lì presso, sulla sabbia,
semisepolto, giace un volto sbrecciato: il suo cipiglio,
il suo labbro corrucciato, il suo ghigno come di gelida autorità
raccontano che il loro scultore ben conosceva tali passioni.
Ed esse ancora sopravvivono, impresse in quelle rovine senza vita,
alla mano che le forgiò ed al cuore che le nutrì.
E sul piedistallo si leggono queste parole:
"Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
guarda il mio operato, o potente, e ammutolisci!"
Null'altro resta: intorno alle macerie
di quel relitto colossale, sconfinate e desolate,
le sabbie piatte e solitarie si stendono lontano.

Percy Bysshe Shelley






Gheddafi, Mubarak, Ben Ali...regimi, presidenze, dittature che ritenevamo eterne, fino a neanche due mesi fa. Oggi, invece, son crollate o scricchiolanti.

Comunque la pensiate, converrete sul fatto che il Nord Africa e il mondo intero, dopo questi mesi di guerra civile, non saranno più gli stessi che conoscevamo prima.

Noi Giovani Democratici di Balduina, insieme agli amici GD di Mazzini, Trionfale, Aurelio e Ottavia-Palmarola, abbiamo deciso di organizzare una serie di incontri a riguardo.

Lunedì 18 Aprile, alle ore 18:00, al circolo GD Trionfale Mazzini (Via Pietro Giannone 6), faremo un'analisi approfondita degli eventi, dalla rivolta in Tunisia alla guerra in Libia. L'analisi ovviamente sarà aperta a tutti i punti di vista, senza preclusioni e senza preconcetti.

Ospiti: DAVID SASSOLI (europarlamentare), MARCANTONIO LUCIDI (giornalista di "Left"), FRANCESCO PARISI (segreteria nazionale GD).

Partecipate numerosi, vi aspettiamo!

venerdì 15 aprile 2011

Pillole del 9 Aprile




[
L'intervento di
Julian Gareth Colabello (praticante avvocato, 30 anni) alla manifestazione "Il nostro tempo è adesso", il 9 aprile 2011. Julian è anche membro dell'associazione "VI piano - praticanti e avvocati" e "H2 - soluzioni per il mondo che verrà", nonchè un non-più-giovane democratico di Balduina.]


Oggi siamo in piazza contro il lavoro precario.

VI piano è un’associazione di praticanti e giovani Avvocati.

In realtà il praticante non è un lavoratore precario. Il praticante non ha un contratto, una posizione lavorativa, non può essere né stabile né precario. Il praticante non esiste.

Per questo si è pensato che con l’aumento del mercato dei servizi, si potessero sostituire segretarie, assistenti, fattorini con i praticanti. Sostituire chi ha una posizione lavorativa e quindi diritto a un salario con chi questo diritto non ce l’ha.

Questo non è accaduto solo nelle professioni, ma anche nelle imprese e nella pubblica amministrazione tramite gli stage e i tirocini non retribuiti.

Un vero mercato del lavoro parallelo, fondato sul principio della non retribuzione della prestazione lavorativa.

VI Piano ha fatto un lungo percorso per arrivare a questa piazza. In questo percorso ha solidarizzato non solo con i praticanti e i giovani delle altre professioni, ma anche con gli stagisti, i tirocinanti, i dottorandi e tutti coloro che vedono la propria condizione lavorativa mascherata da formazione e il loro diritto ad una retribuzione negato.

Ci siamo uniti sulla base di un’idea, ovvero che non possa esistere una società giusta dove esistono persone che non vedono retribuito il proprio lavoro.

Perché una persona che non vede retribuito il proprio lavoro non solo diventa più povera, o lo è già, ma perde la sua dignità.

Un paese che non riconosce dignità al lavoro, è un paese senza dignità.

Lo dicevamo proprio ieri per rispondere a chi scriveva sul Corriere della Sera che “ il silenzio di questa generazione non significa rassegnazione”.
Ora io non so cosa avesse in mente l’ex Presidente di Confindustria scrivendo queste parole, ma so che il percorso che ci ha portato fino a qui, e questa piazza oggi, sono la dimostrazione che questa generazione no, non resta in silenzio, e non resterà in silenzio, ed è costretta piuttosto a scontrarsi quotidianamente con una classe dirigente economica, politica e sociale sorda e miope, avvolta nel suo e non nel nostro silenzio.

Una classe dirigente che dovrebbe smetterla di dire che per salvare la generazione dei figli è necessario chiedere un sacrificio alla generazione dei padri. Non abbiamo intenzione di chiedere il conto ai nostri genitori, che hanno lavorato e sudato per costruire le famiglie che ci hanno cresciuto, lo chiediamo alle banche, alla finanza, ai poteri forti dell’economia e a quella stessa classe dirigente che è colpevole dei vent’anni che hanno portato a questa piazza.

Le nostre sono parole che non dovrebbero aver motivo di essere pronunciate in una società democratica e solidale.

C’è una vecchia canzone che racconta la storia di persone che scendevano in piazza perché “nessuno più al mondo deve essere sfruttato”.
Il mondo in cui viviamo oggi è molto diverso da quello in cui fu scritta quella storia, ma credo che il motivo per cui siamo in piazza oggi sia lo stesso.

Vogliamo che tutti abbiamo diritto a veder retribuito il proprio lavoro, e non vogliamo che questo diritto sia gentile concessione dei poteri forti dell’economia o della Pubblica Amministrazione, ma che sia un diritto statuito per legge, che sia un diritto azionabile in qualsiasi stato, grado e condizione lavorativa.
.
Questa, come le altre battaglie che ci uniscono, dobbiamo combatterla in prima persona, con l’azione sociale, la politica e gli strumenti della nostra democrazia.

Dobbiamo avere l’ambizione di sostituire questa classe dirigente.
Perché non siamo sulle spalle dei giganti ma fianco a fianco del nostro destino.
Non possiamo che essere i migliori interpreti del cambiamento,
e il cambiamento dobbiamo esserlo ora. Adesso.

La vita non aspetta.

-Julian Colabello-

mercoledì 6 aprile 2011

9 APRILE: manifestazione nazionale contro la precarietà





Ne parla L'Espresso, ne parla Il Fatto Quotidiano, ne parlano persino i mitici attori di "BORIS": nessuno può più ignorarlo.
Il 9 Aprile, alle ore 15, a Piazza della Repubblica, noi Giovani Democratici di Balduina ci saremo. Tutti.

"Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

tutt* in piazza il 9 aprile!"

Qui trovate tutte le informazioni sulle piazze d'Italia dove manifesteremo.

Qui il sito ufficiale.

Qui trovate l'appello e i suoi primi firmatari (tra cui Alessandro Pillitu, avvocato a partita Iva, dell'associazione praticanti VI Piano, nonchè segretario del PD Balduina).

Qui il comunicato dei GD Lazio.

Qui, infine, un'altra buona notizia: viene dato risalto all'iniziativa e alle proposte di legge dei Giovani Democratici e dei giovani del Forum Lavoro del PD. Perchè non vorremmo vivere in un paese come questo, ma abbiamo ben presente come dev'essere il Paese in cui vorremmo vivere. E come renderlo tale.

Aderite anche voi!